Cosa significa Multitasking e perché fa male
Cosa significa Multitasking e perché fa male: scopriamo perché fare troppe cose contemporaneamente è dannoso per la nostra salute

Cosa significa Multitasking e perché fa male
Cerchiamo, prima di tutto, definire il multitasking. Il multitasking è la tendenza di eseguire più attività o processi simultaneamente, sia in ambito umano che tecnologico. A livello cognitivo, si riferisce alla capacità del cervello di passare rapidamente da un compito all’altro, anche se spesso con una perdita di efficienza e qualità nell’esecuzione. La ricerca ha dimostrato che il multitasking non è realmente la gestione simultanea di più attività, ma piuttosto un rapido spostamento dell’attenzione da un compito all’altro, noto come “switching” (cambio di compito).
Proprio sul concetto di distrazione si concentra questo articolo.
Secondo l’articolo tratto da Psycology Today si registrano 3 differenti impulsi al distrarci così definite:
- Distrazione Interna
- Distrazione Esterna
- Distrazione Compulsiva
Distrazione Interna
L’impulso al distrarsi può provenire da cause interne al soggetto che favoriscono la perdita dell’attenzione. Il senso di fame, la stanchezza, il dolore possono generare una perdita di attenzione.
Prescindendo per un attimo dalle distrazioni di carattere fisico la perdita di focus è anche associato alla motivazione per cui si deve rimanere concentrati. In altre parole più è alta la motivazione e la soglia dell’attenzione sarà alta.
Distrazione Esterna
Schermi, PC, Tablet, Smartphone, Campanelline, Fischi e notifiche in generale sono dappertutto. La nostra attenzione è messa davvero a dura prova. Anche qui la motivazione verso il focus gioca un ruolo fondamentale affinché non non si cada in attività diverse da quelle di partenza.
Non tutta la distrazione viene per nuocere
Sempre secondo l’articolo di Psycology Today La distrazione è un meccanismo di protezione da alcune situazioni stressanti anche se come soluzione è da considerarsi un sorta di placebo alla situazione stressante.
Distrazione Compulsiva
Nella distrazione compulsiva nasce dall’adozione di un comportamento sempre attivo verso ciò che ci circonda per cui tendiamo a prestare attenzione a tutto. Qui nasce il problema per cui prestando attenzione a tutto non prestiamo a niente
Inoltre secondo Swartz ( 2015)
Il desiderio del cervello di novità, stimoli costanti e gratificazione immediata crea qualcosa chiamato “ciclo compulsivo”.
tratto da https://www.psychologytoday.com/us/blog/explorations-in-positive-psychology/202302/how-to-achieve-digital-mindfulness
Micro-decisioni avvengono quando siamo in multitasking cioè, vale a dire, quando dobbiamo affrontare varie situazioni”contemporaneamente” frammentando la nostra attenzione tra situazioni fisiche e digitali. L’unione tra connettività e multitasking viene ad essere controproducente e poco salutare nel lungo termine.
Raggiungere la Mindfulness Digitale
La mindfulness digitale è la pratica di utilizzare consapevolmente la tecnologia per mantenere un equilibrio tra le esigenze della vita online e il benessere mentale e fisico. Si concentra sul ridurre l’uso impulsivo e automatico degli strumenti digitali, promuovendo invece un’interazione intenzionale e riflessiva.
Ecco alcune delle abilità per migliorare la consapevolezza digitale. Altre abilità potrebbero essere necessarie nel tempo.
- Riconoscere e notare i momenti in cui ci distraiamo e gli stati di stress ad esso associati
- Disinnescare le proprie risposte automatiche reattive.
- Focalizzarsi sulla respirazione più essere utile per alleviare lo stress
- Stabilire le priorità di attuazione delle azioni senza saltare di palo in frasca..
- Riconoscere il grado di importanza di ciò che si sta facendo.
- Essere consapevoli del presente.
- Prendersi una pausa dagli schermi.
- Prendi una pausa dal digitale. Leggi come limitare l’utilizzo delle App sia per Android e IOS
La consapevolezza digitale può anche aiutare le persone a concentrarsi su un compito alla volta, Sophie Leroy (2009) ha proposto il concetto di residuo di attenzione durante il passaggio tra compiti lavorativi.
Questo residuo ha un impatto cognitivo negativo poiché la natura meccanicistica del multitasking riduce la capacità di concentrarsi sul secondo compito.
Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!